Inter-Lazio 2-0, (super) Arnautovic e Calhanoglu: sarà derby in semifinale
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Hakan Calahanoglu
Milano, 25 febbraio 2025 – Non è la solita Inter. È l'Inter dei co-titolari, come ama definirli Inzaghi. Cambia la forma, non la sostanza: 2-0 alla Lazio, semifinale di Coppa Italia centrata. Non senza sofferenze, soprattutto fino all'euro-gol di Arnautovic. Poi, di fatto, gestione. E ora, testa al big match in campionato contro il Napoli. Inzaghi, pensando al San Paolo, rivoluziona la squadra dopo l'1-0 col Genoa. In campo solo due titolari, in pratica: Pavard e Dimarco. Tutti gli altri in panchina, eccezion fatta per gli infortunati Thuram (alla prossima ci sarà) e Sommer, oltre a Carlos Augusto e Zalewski. Decisamente più titolari per Baroni. E di conseguenza più Lazio in avvio. Giro palla flemmatico nerazzurro, infatti: tanti tocchi, poche bollicine al dunque. Mentre i biancocelesti si accendono con Dia (murato da Bisseck) e Isaksen (bene Josep Martinez). Tegola Darmian, poi: in un momento in cui gli esterni non abbondano, cambio forzato (risentimento ai flessori della coscia destra). Momentaccio: 0-7 il conteggio dei tiri per la Lazio. Numeri eloquenti. Ma ne basta uno all'Inter. Da cineteca e firmato Arnautovic che, poco prima, sembrava dover uscire dopo esser rimasto a lungo a terra. Macchè, colpo mancino al volo su ribattuta da corner di Dimarco. San Siro, che l'aveva già applaudito prima per la grinta in pressing e recuperi, questa volta viene giù. E Lautaro è tra i primi a correre ad abbracciarlo. I tifosi, intanto, sentono già aria di derby: “Chi non salta è rossonero...”. Altre stracittadine in vista: 2-3 aprile semifinale d'andata, 23-24 di ritorno. Inzaghi, a tal proposito, era stato chiaro nel pregara: “Quello è il nostro obiettivo, la semifinale”. E sul matrimonio da prolungare, il tecnico ringrazia Marotta e Ausilio per la stima: “Io sto molto bene qui, grande sintonia tra tutti. Ci sono risultati da centrare, tutto è in ballo”. Nella ripresa la squadra di Baroni prova ad azzannare la partita, ma ad emergere sono i meccanismi inzaghiani: non oliatissimi come sempre, ma che funzionano eccome. Soprattutto quando Zielinski smette di specchiarsi e mette in concreta mostra la sua tecnica a dir poco sopraffina. Male, invece, Taremi: slegato dalla squadra, impalpabile in avanti, a dir poco impreciso per il resto. Ci pensa allora Correa ad apparecchiare per il bis: palla dentro di Bisseck, guizzo spento dal fallo di Gigot. Sul dischetto c'è Calhanoglu, una garanzia: 2-0. Per la semifinale, ossia la quarta e quinta stracittadina della stagione (due vittorie rossonere e un pari, fin qui), ci sarà tempo. Domenica, al San Paolo, c'è un campionato da assaltare.
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