Mourinho, accuse di razzismo al tramonto della carriera. Rischia sei mesi di stop
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Dopo binocoli, manette, gesto dell’ombrello, zero tituli, tre o cinque dita mostrate, orecchio d’elefante e prostitusciòn inteletuàl, il repertorio di José Mourinho ospita adesso una pesante accusa di razzismo. Questa gli mancava. «Saltavano come scimmie» ha dichiarato infatti Mou, allenatore del Fenerbahçe, a proposito dei colleghi della panchina del Galatasaray, appena affrontati in un derby che non ha detto bene al portoghese: solo 0-0, e invariato distacco di 6 punti. Più che probabile, per Mourinho, un’altra stagione a zero tituli: brutta faccenda, quando una citazione diventa autobiografia.
In Turchia Mourinho ne ha già fatte di tutti i coloriDa quand’è arrivato a Istanbul, il tecnico del triplete interista non ha perso occasione per insolentire i turchi. Il campionato? «Puzza». Il sistema arbitrale? «Tossico». Il Galatasaray? «Non penserete che vinca sul campo». Abile nell’incarnare il famoso rumore dei nemici, Mourinho ne ha già fatte di tutti i colori. Mette il tablet davanti alla telecamera per dimostrare che arbitri e Var sbagliano. Allude a complotti e corruzione, sempre a vantaggio del “Gala”. E dopo l’ultimo, deludente derby, dichiara: «Se fosse stato arbitrato da un turco, sarebbe stato un disastro. L’ho detto anche al quarto uomo». Ovviamente turco. Per la prima volta nella storia, infatti, uno straniero era stato chiamato a dirigere il bollente duello (30 mila agenti allo stadio), cioè lo sloveno Vincic. Ma non è bastato.
La frase sulle scimmie dopo una gara mediocrePartita mediocre, appena quattro tiri in porta, del tutto inutile per l’eventuale rimonta del Fenerbahçe. Ed è qui che scatta il “metodo Mourinho”: la frase sulle scimmie, e la scontata reazione dei rivali che porteranno Mou in tribunale: denuncia penale per razzismo, con richiesta di intervento di Uefa e Fifa. Il Galatasaray sottolinea le frasi «ripetutamente denigratorie nei confronti del popolo turco» pronunciate da Mou in questi mesi, e stavolta si tratterebbe di «retorica inequivocabilmente disumana». Il Fenerbahçe replica che «si è estrapolato il concetto»: Mourinho avrebbe solo descritto la reazione eccessiva dello staff tecnico avversario: «Parlare di razzismo è malafede, queste sono osservazioni fuorvianti». E però è stato deferito alla commissione disciplinare della federcalcio turca: rischia fino a sei mesi di stop, se colpevole.
Le accuse del GalatasarayEra previsto che il duello della mezzaluna sarebbe stato fiammeggiante, si aspettava solo di capire la tattica di Mourinho, non relativa al modulo di gioco. «Lui è famoso per i pianti: contro di noi ha pianto in campo, ha pianto fuori dal campo e poi è andato a piangere anche nella stanza dell’arbitro» ha detto Okan Buruk, allenatore del Galatasaray, soprannominando l’illustre ma un po’ stanco rivale “The Crying One”, in italiano potremmo dire “Il PiagnOne”. Lacrime che hanno alzato il livello del Bosforo, ma non quello del dibattito: ormai si ha la sensazione di avere a che fare con una vecchia gloria dello spettacolo che concede soltanto repliche, un Buffalo Bill a fine carriera nel circo dei bisonti. Ma stavolta, tirando fuori le scimmie, gli è proprio scappata la mano.
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